Immagine da web
Sono in un ufficio bellissimo, se fossi un'architetto lo progetterei, lui è il mio capo.
Tira fuori una scarpa, nera, elegante, bella. Mi dice - Vedi? Ho questa, ma mi manca l'altra.. dovresti farmi un programma che me la faccia.. - In realtà pensa che non ci riuscirò.. Pensa sia difficile.
Ma io mi metto lì e lavoro.
Dopo qualche ora il mio software funzione. Vado da lui col portatile.
Lancio il programma... lavora lavora e dopo pochi minuti dallo schermo esce l'altra scarpa.
Identica alla prima ma dell'altro piede.
Lui è stupito e contento. Ed io soddisfatta del mio lavoro.
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fenicesulmare alle ore 12:14 |
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sogni
Al nuovo giorno:
ambiti ritorni
aspirano sogni
alla luna aranciata
appena amano
anime amarantine
e aliti fruttati.
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justine2008 alle ore 07:53 |
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Quanto è simpatico
quel gran genio di Otto Von Burger
ministro dell'economia del regno
delle patate gialle.
Un regno dove tutte le patate
vengono prese in gran considerazione
dal "re dei ghigni sogghignanti"
tal re Trippetti basso
muccoloso e mandrilloso.
Or successe che le cose nel regno
non andassero nel verso giusto
e il re Trippetti era un tipo
che non ammetteva il fallimento
parola da lui eliminata dal vocabolarioso
del regno delle patate gialle
e dal registro della finanza.
Otto Von Burger
era alquanto preoccupato
per la sua testa
e pur per le appendici sottostanti
che il re Trippetti avea promesso ai suoi coccodrilli
verdognoli che sguazzavano nel suo fossato
attorno alla sua camera da letto.
Così Otto si inventò
la soluzione,
se la crisi sarà proibita
la crisi non ci sarà.
Così riempì tutti i muri di manifesti:
le cose vanno bene
tutto procede secondo i nostri piani quinquiennali
e fregandosi le mani
andò tosto dal re Trippetti.
Bravo, ma bravo, ma bravo
disse il re degli ignoranti
non importa se le cose siano come tu dici
l'importante è essere ottimisti
e questa me la vendo per la pubblicità.
Or avvenne
che il popolo impoverito iniziasse a lamentarsi
tosto tosto
quel gran genio di Otto Van Burger
fece spargere nell'aria
una gran nuvola di cocaina
così che il popolo
iniziò a credere che tutto andasse davvero bene.
Che genio
che grande uomo
il ministro Otto Van Burger
ne avessimo come lui nel nostro paese di menagrami
e avessimo anche noi un re Illuminato
come re Trippetti
allora si che tutti saremmo felici
e non staremmo a lamentarci tanto
del governo, del lavoro, dei soldi
immersi nella gioia bianca
della coca e del divertimento.
Meglio un giorno da babbioni
che mille da...cosa è che fa rima con babbioni???
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hariseldom alle ore 11:43 |
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Sono a casa di mia nonna.. insieme a me c'e' Francesco Guccini.. mi chiede della mia vita.
Io comincio da ora. Quando tutto sembra incredibile. E dico che ho paura.
Paura di tutta questa serenità. Lui sorride.
Noto che ha i pantaloni bagnati dai piedi fino al ginocchio. E anche io li ho.. lui dice che è normale..
Stiamo attraversando acqua.. stiamo guadando un fiume o forse il mare stesso .. è normale che siamo bagnati.
Mia nonna prepara la cena. Un mangiare povero ma 'buono' ed io l'aiuto, non voglio che si affatichi.
Poi esco e sono in piazza dell'imperatore, a prato. C'e' un caos pazzesco ed in mezzo mia sorella
che apre un ombrello immenso. rettangolare, grande come una casa. L'aiuto: è faticoso aprire un ombrello tanto grande.
Alla fine ce la facciamo.. ma io sono perplessa.. dico a che ti serve che non piove nemmeno..
per i bambini della scuola dice lei
mentre a fatica lo tiene.. ma non piove dico io..
non si sa mai dice lei.
Poi improvvisamente decide di chiuderlo..
perchè? chiedo con la fatica fatta per aprirlo..
lei indica in basso.. non serve più è arrivato lo scuolabus, saranno comunque al riparo i bambini..
E io.. anche lo scuola bus hai chiamato?
e lei si e anche un vagone del treno.. per siciurezza sai.. ma basta lo scuolabus
il treno non seve più. Io penso che è esagerata a preoccuparsi così tanto.. visto che neanche piove..
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fenicesulmare alle ore 21:54 |
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sogni
Ho una casina tutta tondeggiante,
appoggiata ad un muro altissimo, di cui non si vede la fine.
La casina è colorata di rosa antico, ed ha una porta rossa.
Ci batte il sole. Un caldo sole estivo.
Sembra minuscola.
Faccio entrare un mio amico per fargli vedere come mi sono arrangiata.
Ma dentro è grandissima e fresca.
E' tutta costruita di pietra, terra e grosse travi di legno.
E' accogliente e comoda, anche se molto molto rustica. E più si va avanti, più diventa grande.
Ed io stessa mi stupisco di come sia grande questa casa. Ci sono stanze su stanze.
Ci sono tantissimo letti, perchè se qualcuno si vuole fermare a riposare lo possa fare liberamente.
La mia casa è aperta a tutti, dico. Sorride e dice che lo sa.
Ci sono quadri dappertutto. Coperti da dei veli trasparenti e di vari colori..
Ma non li ho fatti tutti io, dico, alcuni li ho trovati.
Sembra di essere in un'altro mondo. Un mondo lento e calmo.
Ma in fondo, in fondo in fondo, c'e' una porta strana.
Un po' trasparente. Che si affaccia in un locale completamente diverso.
Tutto azzurro. Con la moquette blu. Moderno,troppo, in confronto a questa casa di terra, sassi e travi.
Dico se vuoi si può andare a vedere.. ma bisogna stare attenti a non farci scorgere.
Quello è un albergo, in Australia.
E se ci vedono ci fanno uscire dall'altra parte.
E poi è un casino tornare qui dall'Australia.
Entriamo nell'albergo e ci nascondiamo dietro un divano (blu elettrico).
Ci sono camerieri e cameriere frettolose,
tutti vestiti di bianco, impeccabili ed efficenti.
Che passano in continuazione l'aspirapolvere. Non mi piace questo posto.
Stiamo un po' lì nascosti e poi torniamo indietro, appena in tempo prima che ci vedano.
E ripassiamo tutte le stanze e tutti i quadri mentre il sole filtra
dalle finestre senza accecare, in una fresca penombra estiva.
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fenicesulmare alle ore 11:40 |
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Eravamo due, capitani di una nave. Tutti vestiti di bianco. Con le decorazioni d'oro.
La nave era grande. Ma ci accordavamo e la portavamo sul mare. Come doveva essere,
Senza nessun problema. E vestiti di bianco. Con le stellette d'oro, ridevamo.
Alla faccia del mare blu :-)
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fenicesulmare alle ore 23:29 |
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sogni

Foto da web- Trinità dei monti
Sono in una città d'arte. piena di scalinate e di chiese bellissime.
Ma sono in auto e c'e' un bell'ingorgo. Ma io devo risitemare il traffico.
E lo so che ce la posso fare. Intanto sotto c'e' un parcheggio grandissimo, tutto vuoto, dove posso
fare transitare le auto, come una strada sotterranea. Ma prima devo dare da mangiare alle mie figlie, hanno fame ed il traffico può aspettare.
E poi queste chiese e queste scalinate lassù in alto sono così belle.
In basso è all'ombra, ma su ci batte il sole, ed il garage è buio.
Bisogna eliminare tutte queste auto. Non c'e' verso.
Sennò non posso salire in cima alle scale.
C'è un assessore al traffico che mi dice che la deviazione dei tir progettata il giorno prima è andata bene, che sono tutti fuori la città, rimangono solo le auto, ma appena avremo aperto il garage sotto, fluiranno tutte lì, nel nuovo percorso e sopra diventerà tutto più bello.
Ma sono stanc*. E la voglia mi è passata tutta. Voglio solo andarmene il più lontano possibile, in campagna.
A questo punto, non mi importa più neanche delle chiese (che continuano ad essere belle),
ma le figlie hanno mangiato e ora è bene che le porti altrove, magari in campagna.
Consegno quindi le chiave del sotterraneo, e cerco di andarmene, anche se alla fine rimango
intrappolat* io stess* nel groviglio dell'ingorgo.
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fenicesulmare alle ore 19:10 |
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sogni
ho passato tutta la notte al cesso,le braghe posate sul pavimento,le mutande celate,ho passato tutta la notte a pregare,disperatamente informe,sgranando la speranza in ogni sua sostanza,sperando in una risposta,ma solo rumori di scarico. ora che mi guardo allo specchio,mi duole il culo,le gambe addormentate a fatica mi tengono in piedi,nella disperazione mi viene quasi di insultare,di bestemmiare,mi chiedo perchè non c'è qui dentro una croce,eppure ci sono tanti chiodi. le occhiaie ai bordi dei miei occhi,sembrano balconi,non s'affacciano più le lacrime,come vampiri,si nascondono dalla luce del sole e come un pozzo prosciugato,tiro su con il naso,sperando di sputare quel morbo che m'anela l'anima come una iena,ma solo catrame e sangue. mentre guardo le poche onde,che s'impattano nella vasca,sputo un mosaico di cerchi concentrici,che toccano il fondo svanendo,come le mille preghiere che speravo fossero miele ed invece son fiele mero. ancora mi chiedo,che senso abbia tutto questo,conscio di avere le risposte,nascoste sotto la pelle,dietro ai buchi dove m'iniettavo solitudine da 20,00 euro,ma niente,gli stolti vivono nel passato,i saggi nel presente,i criminali a ridosso al futuro........poche note di colonia,macchiano il lavandino,sembrano colluttorio,forse i becchini usano il colluttorio per togliersi di dosso l'odore della morte,a me non resta che scavare in quelle ferite di cui non conosco il nome,eppure mi porto addosso,sperando di non finire in croce come il re topo. è ora di andare ho lasciato troppo tempo scorrere dal rubinetto,se fosse sangue sarei morto da un pezzo ed invece è consumismo che non regola la ragione e come tanti altri mi tiene senza potere per ristagnarmi nel dolore........"Sorridete stronzi vi lascio un bicchiere,non andate a chiedere agli altri...............Non è vita se non la vivi,non è morte se non l'accetti"
volano le
foglie fino
a planare su
d'un mare d'erba
verde come il
corallo sott'acqua
lapilli distratti
avvolgono
l'aria sembra
una danza
ancora un sogno
un indissolubile
sfogo ad occhi
chiusi come
quando mi
baciavi al buio
delle stelle al
suono di candele
allegre che di
gioia piangevano
a volte come se le
ossa si polverizzassero
rimango sul
posacenere dei
posamano a
pensare a quanto
affondavo
mentre ti amavo
ma è solo la
cenere a colorare
il vento ed il
cielo nel suo
riflesso si illumina di
quel vuoto che
senza te è destino
e mai deserto
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ashurado alle ore 09:42 |
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Sono con un amico.
Abbiamo una tela con tutto il cielo stellato dipinto.
Però questa tela, se la si alza diventa trasparente, ma solo lo sfondo, le stelle no.
Abbiamo ricevuto l'incarico di completarla.
Allora ci mettiamo alla finestra e alziamo la tela.
Facciamo corrispondere le stelle che già ci sono con quelle che si vedono i cielo.
E così molto facilmente col pennello possiamo aggiungere le altre.
E viene proprio un bel cielo stellato e completo sulla tela.
Scritto da:
fenicesulmare alle ore 12:02 |
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sogni
Ero in una stanza di ospedale, tutta bianca, ma ero a casa dei miei,
e mio padre (sulla sedia a rotelle)
mi faceva bere non so che cosa per fare un esperimento..
e io diventavo cieca,
i miei occhi diventavano bianchi
ed io ero arrabbiata e dicevo ma questo rompe pure sulla sedia a rotelle?.
ma sapevo che era una cosa temporanea..
infatti dopo due ore riprendevo a vedere benissimo
e me ne andavo ..
Scritto da:
fenicesulmare alle ore 14:28 |
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